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MOVIMENTO FIAMMA LIBERTARIASPAZIO LIBERTARIO E DELLA LIBERA OPINIONE |
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January 03 Gli schemi dell'affarismo criminaleGLI SCHEMI DELL'AFFARISMO CRIMINALE Le circostanze dell'assassinio di Benazir Bhutto hanno immediatamente determinato scetticismo e sospetti. L'eccesso di zelo della comunicazione ufficiale nel cercare di fare a tutti i costi confusione sull'attentato, ha messo in evidenza il dato che sono proprio gli operatori dell'informazione asservita quelli che nutrono i maggiori sospetti circa le attitudini criminali del padrone statunitense. Il giorno dell'attentato le agenzie di stampa si limitavano a dare la notizia che vi era stata una rivendicazione attribuita ad Al Qaeda, ma il giorno dopo tutti i maggiori quotidiani titolavano in prima pagina che la Bhutto era stata uccisa da Al Qaeda. Questa ansia di coprire si è manifestata anche sulla questione delle modalità dell'assassinio: prima attentato kamikaze, poi cecchino. Nonostante le smentite che sono circolate, il primo di gennaio l'agenzia Ansa adottava la formula della Bhutto uccisa con un attentato suicida, dando il tutto per scontato. Gli opinionisti si sono poi arrampicati sugli specchi per dimostrare che questo assassinio rischia di gettare nel caos tutto il Medio Oriente, e che le armi atomiche di cui il Pakistan disporrebbe rischiano di finire nelle mani dei soliti fondamentalisti islamici. Gli stessi opinionisti che irridono le congetture dei cosiddetti complottisti, poi non esitano a ricorrere a trame romanzesche: Al Qaeda, la novella Spectre, uccide la Bhutto per arrivare ad impadronirsi delle atomiche pakistane, il tutto ovviamente per minacciare l'odiato "Occidente". L'effetto suggestivo di questi scenari apocalittici rischia di condizionare anche le analisi di coloro che cercano ogni giorno di affrontare la questione della criminalità dei governi e delle multinazionali. Alcuni si sono domandati quale sia oggi la vera strategia del governo statunitense e cosa esso abbia da guadagnare da una catastrofe mediorientale. In realtà il colonialismo commerciale e l'affarismo criminale non si ispirano a strategie, ma agiscono in base a schemi. Il governo statunitense pensa ed opera come agenzia delle multinazionali, perciò, dato che il governo pakistano ha firmato contratti con la Cina, invece che con le multinazionali americane, per la costruzione di oleodotti e gasdotti, allora bisogna tenere sotto pressione il governo pakistano. È chiaro che Bush non ha mai pensato di sostituire Musharraf con la Bhutto, ma ha sacrificato quest'ultima per ricattare il primo. Da oggi Musharraf sarà ogni giorno costretto a dimostrare di non essere condizionato dai "fondamentalisti islamici", e l'unico modo per dimostrarlo sarà quello di firmare contratti con le compagnie commerciali americane. Dopo il primo contratto firmato, la stampa internazionale sarebbe pronta a presentare Musharraf come un baluardo della democrazia e della lotta al terrorismo. L'affarismo si maschera poi con giustificazioni che sono sempre le stesse: la libertà e la sicurezza. Quando anche queste giustificazioni crollano sotto l'evidenza dei fatti, gli Stati Uniti hanno sempre pronta la giustificazione di riserva, che non gli ha mai fatto cilecca: l' "ops!". Nel 1998 il presidente Clinton ordinò il bombardamento missilistico di una fabbrica farmaceutica in Sudan, con il pretesto che producesse armi chimiche. Quando l'evidenza delle prove ha dimostrato che si trattava effettivamente e solo di una fabbrica di farmaci, il governo statunitense si limitò ad un: e vabbè ci siamo sbagliati, e che sarà mai? Sta di fatto che il Sudan nel 1998 aveva raggiunto la quasi autosufficienza nella produzione di farmaci, mentre oggi dipende nuovamente dalle multinazionali americane, e questa dipendenza continuerà, poiché ormai più nessuno pensa di investire in impianti farmaceutici in Sudan, dato che si sa già che verranno bombardati. Il colonialismo commerciale anglosassone ha sempre vissuto giorno per giorno, avvalendosi della posizione di impunità garantitagli dall'isolamento geografico. È uno sbaglio perciò attribuire le azioni del governo statunitense all'ascesa dei cosiddetti "Neocons". Negli ultimi anni si è riflettuto molto sull'origine trotskista dei "Neocons", e lo storico Franco Cardini ha individuato proprio in questa matrice ideologica la tendenza allo sperimentalismo di questi presunti ideologi, la loro volontà di trasformare la società in un laboratorio per crearvi una nuova realtà. Le tesi di Cardini, per quanto eleganti e argomentate, non tengono conto del fatto che Trotsky non era neppure nato e già gli Stati Uniti facevano le stesse cose, giustificandole allo stesso modo. L'invasione del Canada del 1812 fu operata per impadronirsi della zona degli animali da pelliccia, ma venne motivata con il pretesto che i "crudeli selvaggi indiani" si infiltravano dal confine canadese per seminare il terrore negli Stati Uniti. Ebbene, "crudeli selvaggi indiani" è un'espressione contenuta nella Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti del 1776, redatta da Thomas Jefferson. Usare pretesti di libertà e sicurezza per giustificare operazioni affaristico/criminali ha come modello la tecnica pubblicitaria di Jefferson e non i funambolismi ideologici di Trotsky. Il fatto poi che molti "Neocons" abbiano dei trascorsi da "gauchiste" non indica di per sé che questi fossero realmente di quell'idea, poiché è normale che dei professionisti della disinformazione da giovani si facciano le ossa anche lavorando da infiltrati, come dimostra la storia di Paolo Mieli, Gad Lerner o Giuliano Ferrara. http://brigantilibertari.blogspot.com/ December 17 Marco CamenischMarco Camenisch è il nome di un militante ecologista antinucleare svizzero condannato a diversi anni di prigione. Rivendica di essere anarchico e rivoluzionario, combattente di classe ed ecologista. Il suo nome di battaglia è stato, per lungo tempo, Martino. Marco è nato in Svizzera a Campocologno nel 1952. È cresciuto nel cantone dei Grigioni in un ambiente piccolo-borghese. Interrompe gli studi a Schiers, a causa del pensiero elitario e arrivista. Successivamente inizia a seguire un periodo di formazione presso la scuola agricola Plantahof. Confrontandosi con la realtà dell'agrochimica viene indotto ad abbandonare anche questa strada e a tentare, seppur solo per un breve periodo, la professione del'alpigiano. Nella seconda metà degli anni settanta intraprende la strada dell'ecologismo ribelle praticando azioni di sabotaggio alle strutture energetiche da lui ritenute eccessivamente invasive in Svizzera. Nel 1979 viene condannato a 10 anni di reclusione per delle azioni distruttive contro un traliccio dell'energia elettrica e una sottocentrale della Northeast Switzerland Power.
Nella seconda metà degli anni settanta intraprende la strada dell'ecologismo ribelle praticando azioni di sabotaggio alle strutture energetiche da lui ritenute eccessivamente invasive in Svizzera. Nel 1979 viene condannato a 10 anni di reclusione per delle azioni distruttive contro un traliccio dell'energia elettrica e una sottocentrale della Northeast Switzerland Power.
Nel 1981 fugge dal carcere di Regensdorf (Zurigo) con cinque altri detenuti e, per quasi dieci anni, vive in clandestinità transitando anche per Massa Carrara. Il 5 novembre del 1991 presso Cinquale (Comune di Montignoso) Marco viene arrestato, dopo un conflitto a fuoco con ferimenti, dalla polizia italiana.
Il 18 aprile 2002, dopo essere stato trasferito in diversi carceri italiani (da Massa a Pisa, Milano a San Vittore, Livorno, Novara, Biella, Roma Rebibbia, Como) Marco è stato estradato in Svizzera. Qui sta scontando otto anni di carcere per evasione e sarà processato per altri reati che potrebbero prevedere l'ergastolo. È stato accusato di aver concorso all'omicidio di una guardia durante l'evasione da Regensdorf, le testimonianze degli altri evasi lo hanno però prosciolto, e dell'omicidio, nel 1989, di una guardia di frontiera presso Brusio.
Libertà per Marco Camenisch
Il TF accoglie il ricorso di Camenisch: pena ridotta da 17 a 8 anni
Forte sconto di pena BRUSIO - Dovrà essere ridotta di oltre la metà la pena inflitta all'"ecoterrorista" poschiavino Marco Camenisch per l'uccisione di una guardia di confine vicino a Brusio nel 1989: da 17 a 8 anni di reclusione. In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale (TF) corregge la decisione resa il 4 giugno 2004 dalla Corte d'assise di Zurigo.
I supremi giudici di Losanna ritengono che i colleghi di prima istanza abbiano avuto la mano troppo pesante, considerato che Camenisch era già stato condannato a 12 anni di carcere in Italia, dove aveva allacciato rapporti con il movimento anarchico di Carrara. Poiché la giustizia zurighese ha inflitto al grigionese una pena di una durata limitata (non l'ergastolo), il limite totale di 20 anni di reclusione non può essere superato, sostiene il Tribunale federale, che giunge così al calcolo di otto anni di reclusione. La sentenza zurighese, che non teneva conto di questo limite, è stata dunque annullata.
La corte di Losanna ha accolto il ricorso per nullità di Camenisch, che la Cassazione zurighese aveva invece respinto il 10 febbraio scorso, ma non quello di diritto pubblico. Essa si pronuncia nondimeno in modo dettagliato sulle principali lamentele del 54enne grigionese.
fonte La Stampa
Estradizione in svizzera 2002
Trasferito da un carcere all’altro (da Massa a Pisa, Livorno, Milano San Vittore, Novara, Roma Rebibbia, Biella, Como), dopo 12 anni di lotte, umiliazioni, ricatti, isolamento affettivo e sociale, Marco è stato estradato in Svizzera il 18 aprile 2002 dove gli restano ancora 8 anni da scontare per i sabotaggi contro la NOK. Nel frattempo sono stati emanati contro di lui altri mandati di cattura per l’evasione da Regensdorf e la morte della guardia di frontiera. Al inizio stava nel carcere di Pfäffikon/ZH, poi a Thorberg/BE dove le condizioni di detenzione erano molto dure per lui (p.e. vestiti leggeri per la passeggiata la mattina presto all’aria gelida) e c’era difficile da raggiungere per i suoi famigliari. Decide di fare uno sciopero della fame. Nel gennaio 2003 viene trasferito a Coira ma dopo pochi mesi lo riportano a Pfäffikon sembre nel braccio di massima sicurezza. Alla fine del anno 2003 viene trasferito nella carcere del aeroporto a Kloten dove è ancora incarcerato. Comunicato di Marco Camenisch Comunicato stampa del Movimento Fiamma Libertaria (M.F.L).La questione dei trasporti nel Casertano, dal punto di vista degli studenti.
Il neonato Movimento Fiamma Libertaria inizia i suoi primi sondaggi tra la cittadinanza, toccando la delicata questone dei trasporti pubblici, che collegano Maddaloni con Caserta. L'azienda della "Laudato L.T.P", dopo alcune denuncie fatte della consulta studentesca e dal rappresentante della consulta di Maddaloni, Virgilio Falco, è risultata essere il servizio di trasporti più usato dagli studenti del vicino casertano. Le numerose lamentele, provenienti dai ragazzi, sono riferite a determinate fasce orarie, quella dalle 7.30 alle 8.30 del mattino e quella dalle 13 alle 14.30 del primo pomeriggio; in quelli che sono evidentemente gli orari di ingresso e uscita delle scuole, gli studenti hanno trovato decisamente scomodo lo spostamento tramite pullman, dalla propria località di residenza alle rispettive scuole. tra le tante testimonianze, abbiamo scelto quelle di Davide, Leonardo, Michele e Mauro, i quali ogni mattina si recano da Maddaloni all'Istituto Tecnico Industriale "Francesco Giordani" di Caserta; i ragazzi lamentano un pessimo servizio, nonostante il costoso abbonamento mensile, da loro pagato, di 23,24 euro. Ogni mattina, sono infatti obbligati a viaggiare su pulmann stracarichi, con numerose persone costrette in piedi e con una ripetuta battaglia, fatta di spintoni, per riuscire a trovare posto nel bus e sobbarcarsi in modo assolutamente scomodo, quei 20 minuti circa di tragitto da Maddaloni a Caserta. Ancora più disagiata è poi la condizione di chi, ogni mattina, è costretto a viaggiare da Cervino o Santa Maria a Vico, sempre in pulmann straripanti di gente. Gli studenti inoltre, lamentano il mancato ricevimento da parte dell'autista, del resto del biglietto; il prezzo di quest'ultimo è pari a 95 centesimi e difficilmente i passageri che pagano con una moneta da 1 euro, ricevono il resto. Domenico Letizia del M.F.L (Movimento Fiamma Libertaria), che già nella consulta studentesca del 2006/07 iniziò ad occuparsi del problema, dopo aver sentito l'opinione di molti studenti, chiede di compilare delle richieste alla Laudato, con il semplice fine, di aggiungere altri pulmann, nei collegamenti verso Caserta e negli orari scolastici, che ripetiamo vanno dalle ore 7.30 alle 8.30 e dalle 13 alle 14.30. Anche Alain Parente del movimento si augura con gli studenti una veloce e definitiva soluzione dei problemi legati al trasporto. Movimento Fiamma Libertaria Studenti Pendolari Domenico Letizia Alain Parente December 16 Alfredo Maria Bonanno e la F.A.I.Le linee ideologiche, politiche e operative fondanti l'attività del movimento anarco-insurrezionalista sono rintracciabili nella produzione teorica di Alfredo Maria Bonanno , teorizzatore dell'uso della violenza rivoluzionariainel quadro di una strategia di attacco allo Stato.
Il nr. 18 (novembre-dicembre 1977) della rivista bimestrale "Anarchismo" , di cui Bonanno è direttore responsabile, riporta un brano illuminante per ciò che riguarda le finalità del movimento: Siamo per la distruzione dello Stato, ciò significa che siamo per la distruzione fisica (non verbale) di quelle istituzioni e di quelle persone che lo Stato rappresentano e realizzano. Siamo contro i poliziotti, contro i magistrati, contro i burocrati, contro i sindacalisti, contro i padroni. Non siamo soltanto contro il controllo poliziesco, contro la giustizia borghese, contro la tecnoburocrazia, contro il sindacalismo, contro il capitalismo; siamo proprio in forma concreta contro quelle persone e quelle cose che, nella realtà di tutti i giorni, quelle forme ideologiche realizzano, facendole diventare strumenti di repressione. È proprio l'attività repressiva dello Stato a costituire il tema centrale delle iniziative e della propaganda del movimento, connotata da un atteggiamento di vittimismo giudiziario tendente a evidenziare presunti pregiudizi ed abusi nell'operato delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, con l'asserita complicità dei mass-media. Nell'opuscolo di Bonanno intitolato "Carcere e lotte dei detenuti", l'apparato penitenziario viene definito un'istituzione totale, il luogo in cui l'individuo, privato della propria dignità, è soggetto ad un processo di costante e progressiva spersonalizzazione, che gli preclude per il futuro qualsiasi tipo di reinserimento nella comunità sociale. La campagna contestativa non lascia spazi al dialogo, ritenuto funzionale ed organico al potere di omologazione del sistema, rispetto al quale occorre replicare con l'azione diretta e distruttiva nella prospettiva di annientare il potere coercitivo: La miglior soluzione possibile – e in fondo la sola praticabile – per quel che riguarda il carcere è la sua completa distruzione. Ma il carcere è solo il riflesso di una società civile che comunque ci controlla, ci sorveglia e ci obbliga a scelte che nulla hanno a che vedere con le nostre inclinazioni e i nostri desideri più autentici. Il carcere è parte integrante di un sistema statale che se ne serve come strumento per la salvaguardia dei propri equilibri, la cosiddetta 'pace sociale': ne è quindi una parte integrante, ma solo una parte. Limitarsi alla distruzione del carcere non è sufficiente, occorre andare alla radice di un potere che ne permette l'esistenza, in breve, occorre abbattere il sistema capitalistico nelle sue varie forme. Bonanno e la lotta contro i simboli del progresso capitalista
Bonanno parte da una serie di obiettivi minimi, strutture del dominio sparse sul territorio riferibili al progresso capitalista, elencate in dettaglio sulle pagine di "Anarchismo" e del supplemento "ProvocAzione", incentrato sostanzialmente su questioni di carattere antimilitarista e ambientalista, con particolare attenzione alla lotta contro le centrali nucleari: Sosteniamo gli interventi diretti… sarebbero da privilegiarsi le strutture minimali e ciò perché proprio su queste strutture si basa la diffusione nel territorio del capitale… che si identificano in: cavi, fili, condotti, tubi, centraline, antenne, tralicci, pali, centri di smistamento, centri di ricerca, ecc.. .
Nel nr. 55 (dicembre 1986) della rivista, poi, sedicenti "Operatori Rivoluzionari" forniscono minuziose istruzioni per sabotare un traliccio dell'ENEL. E in questa logica si collocano coerentemente le campagne di ecoterrorismo contro tralicci ENEL, ripetitori televisivi e di telefonia mobile compiuti nell'Alta Versilia tra il 1987 ed il 1992, in Toscana tra il 21 e 22 gennaio 2003, in segno di solidarietà con l'ecoterrorista elvetico Marco Camenisch , e, nel primo semestre del 2004, nel viterbese, nel pesarese ed in provincia di Sondrio. Tante singole azioni, dunque, che si inseriscono in un più ampio progetto globale di sovvertimento sociale, compiute da gruppi di affinità, unità autogestite composte da pochissimi elementi, che nascono in virtù di situazioni contingenti ed operano fuori da ogni forma organizzata di coordinamento. La scelta degli obiettivi, pur demandata, nello specifico, all'autonomia di ogni singolo gruppo, viene indirizzata dalle campagne propagandistiche svolte sulle pubblicazioni d'area o in relazione a circostanze significative per il movimento (ad es. strutture giudiziarie in occasione di processi al movimento, Forze dell'Ordine in seguito ad arresti di militanti, obiettivi del capitalismo durante dimostrazioni di piazza etc.).
Sangue, bombe e Anarchia (Pietro Valpreda)
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